Il “mito” dei motori di ricerca

di djtwenty
Pubblicato January 24th, 2010 at 2:12 pm

Spesso mi trovo a confrontarmi con lo stupore della gente d’innanzi alla “meraviglia” di Google, che sembra per magia estrarre dal cilindro magico gli agognati risultati di ricerca. Come diceva un vecchio proverbio “nemmeno il cane muove la coda per nulla” e di conseguenza anche un colosso come Google (prendo lui come esempio, ma anche i suoi “colleghi” seguono le stesse logiche) non è di certo una Onlus!

Lo scopo primario di un sito Web è quello di portare delle persone a vederlo, quello successivo potrebbe essere di vendergli qualcosa o più semplicemente fare in modo che venga visualizzato un numero consistente di volte.

E’ ormai dimostrato che il 70% del traffico (inteso come visite) verso un sito Web è generato dai motori di ricerca, che sono quindi i principali “referral” a cui porre la nostra attenzione nel momento in cui vogliamo cimentarci nel pubblicare un sito.

Probabilmente anche nella vostra esperienza avrete notato che, un sito che non vi appare tra i primi dieci, difficilmente verrà da voi preso in considerazione…

google-caffeine

Con quale criterio un sito appare in quelle pregiatissime posizioni?

Per prima cosa, una volta effettuata una ricerca, dobbiamo distinguere due diverse tipologie di risultati: 1) ricerche organiche 2) ricerche sponsorizzate.

Quelle sponsorizzate è fin troppo facile capire come funzionano (fortunatamente, almeno quelle, sono evidenziate in modo diverso e sono ben distinguibili!) la “magia” riguarda le cosiddette ricerche organiche.

Semplificando, possiamo dire che i vari motori di ricerca assegnano un punteggio ad ognuno dei siti che sono registrati nel loro database (il come ed il perchè ci sono finiti dentro ve lo spiegherò in un altro articoletto :D )  e posizionano più in alto i siti che, secondo i parametri del motore, rappresentano i risultati più attinenti con la ricerca da voi richiesta. Ma come fa un sito ad ottenere un “punteggio alto”?

Anche in questo caso esistono due vie: l’ottimizzazione SEO o l’acquisto di “keywords” (parole chiave) attinenti al sito in questione, in modo da essere più facilmente associati dai motori alle nostre ricerche.

Il funzionamento delle keywords è molto semplice, rappresentano, agli occhi dei motori di ricerca, una carta d’identità dei contenuti che abbiamo pubblicato.

Ovviamente usare delle keywords troppo generiche, soprattutto per un sito che non genera moltissimo traffico, può significare perdersi nel “mare magnum” delle milioni di pagine indicizzate con le stesse parole chiave….a volte delle keywords centrate (oppure messe in modo “furbo”) possono dare dei risultati sorprendenti!

Lo strumento per eccellenza per l’acquisto e la gestione delle keywords è “Google Adwords”, con il quale è possibile associare, in base al proprio budget, delle parole chiave a nostra scelta con il nostro sito, senza che necessariamente siano in questo contenute.

Google visualizzera quindi, negli spazi “sponsored” il nostro sito, perchè considerato rilevante in relazione alla ricerca fatta dall’utente. Questa soluzione offre una grandissima visibilità ed un relativamente basso “costo per click” a patto di partire con un consistente budget iniziale.

Il vantaggio principale di questa “campagna keywords” è quello di poter associare, in periodi limitati, delle parole chiave ad eventi importanti o ad eventuale supporto di una campagna pubblicitaria fatta su altri mezzi (stampa, radio, tv…)

Associare, per esempio, delle parole chiave inerenti ai prossimi mondiali, tra Maggio e Giugno, porterà sicuramente molti utenti a visualizzare e cliccare il nostro sito! Attenzione però al rovescio della medaglia, veicolare utenti tramite le keywords sul nostro sito, senza avere poi dei contenuti attinenti, significa perderli per sempre…

Uno dei criteri principali che spingono un sito ai vertici delle ricerche è il volume di traffico che attrae, creando poi un circolo virtuoso (o vizioso?) che viene alimentato dalle nuove ricerche.

E se noi non abbiamo a disposizione fondi per comprare Keywords? Non ci resta che la strada del SEO, di cui cercherò di fornirvi, nei prossimi articoli, alcuni semplici trucchi per non “affogare” nel mondo delle ricerche sul Web.

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Un commentoLascia un commento
  • foia (1 comments)
    8 February, 2010 at 11:15 pm

    buon articolo ma la scritta bianco su nero spacca gli occhi!!!

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