8
Nov

Siamo arrivati alla sesta puntata della serie Seo Blog Tips e dopo aver visto

  1. Ottimizzazione del titolo di un post
  2. Ottimizzazione del contenuto
  3. Come segnalare al Web i nostri nuovi post
  4. Ottimizzazione dei permalink
  5. L’ importanza della sitemap

vediamo oggi come ottimizzare il template!

Heading Tag
Saprete ormai che Google quando trova la vostra pagina ne analizza il contenuto. Ogni pagina, dinamica o statica che sia, alla fine, per Google, diventa un insieme di tag html e di contenuti.

Alcuni tag servono proprio ad identificare gli elementi più o meno importanti. Google si serve di questi tag per determinare quale testo ha rilevanza maggiore.

Se consideriamo la nostra home, il testo che ha più importanza sarà sicuramente il titolo del blog. Se invece consideriamo una pagina contenente un articolo singolo, allora il testo più importante, quello che rappresenta e sintetizza la pagina, sarà sicuramente il titolo dell’ articolo.

Per questi motivi bisogna fare in modo che il titolo dell’ articolo abbia, nelle pagine singole, la rilevanza maggiore. Per far ciò ci si serve dei cosidetti heading tag. In tutto ci sono sei heading tag: h1, h2, h3, h4, h5, h6, in ordine dal più al meno importante. Questi tag nascono proprio con lo scopo di segnalare agli spider qual è il testo fondamentale. E’ importante perciò, ai fini dell’ ottimizzazione, assicurarsi che il nostro tema abbia impostato un tag h1 per il titolo del nostro post, possiamo controllare visualizzando il sorgente oppure controllando direttamente nelle pagine single.php e page.php.

Cerchiamo in single.php e page.php il codice

<h2><a href=”<?php echo get_permalink() ?>” rel=”bookmark” title=”Permanent Link: <?php the_title(); ?>”><?php the_title(); ?></a></h2>

e sostituiamolo con

<h1 id=”single_header”><a href=”<?php echo get_permalink() ?>” rel=”bookmark” title=”Permanent Link: <?php the_title(); ?>”><?php the_title(); ?></a></h1>

Poi apriamo il file style.css e cerchiamo il codice css del tag h2 che potrebbe essere qualcosa di simile a

h2 {
font-size: 1.6em;
}

e sostituiamo con

h2, h1#single_header
{
font-size: 1.6em;
}

Per la sidebars spesso accade il contrario. Sono identificati da tag h2 i titoli dei widget, come “Categorie”, “Articoli più letti”, “Post più commentati”, ecc. In realtà tali titoli non sono affatto rilevanti.

Andiamo quindi a sostituire tutti gli

con .Non dimentichiamoci i tag di chiusura!

Apriamo a questo scopo il file di stile style.css e sostituiamo

#sidebar h2{
font-family: 'Lucida Grande', Verdana, Sans-Serif;
font-size: 1.2em;
}

con

#sidebar .sidebar_header {
font-family: 'Lucida Grande', Verdana, Sans-Serif;
font-size: 1.2em;
}

Se abbiamo una sidebar con i widget dobbiamo aprire anche il file functions.php, cercare

if ( function_exists('register_sidebars') )
register_sidebars(1);

e sostituirlo con

if ( function_exists('register_sidebars') )
register_sidebar(array(
'before_widget' => '
  • ',
  • 'after_widget' => '
    
    ',
    
    'before_title' => '
    
    
    'after_title' => '

    ‘,

    ));

    Ora tutti i titoli dei widget saranno contraddistinti dal tag

    5
    Nov

    Considerata la costante crescita dell’ uso di dispositivi mobili come Iphone, smartphone e palmari per navigare sul web, nascono anche per Worpress plugin capaci di adattare il blog ad una visualizzazione perfetta anche per diplay limitati come quelli degli smartphone.

    Così da oggi anche Web 3.0 diventa disponibile per iPhone, Opera Mini, Windows CE Mobile.

    Il plugin è MobilePress. Io non ho modo di provarlo, perciò se qualcuno volesse segnalare eventuali malfunzionamenti, ne sarei davvero contenta.

    I temi standard sono proprio quelli per i tre principali browser mobile, ma ciò non toglie che se ne possano creare degli altri.

    Una volta scaricato e attivato, dal pannello di controllo di WordPress, si possono impostare alcune opzioni:

    • Blog Title: se volete che il blog abbia un titolo diverso su mobile
    • Blog Description: stessa cosa del Title
    • Force Mobile Site: se impostato su SI fa vedere il sito sempre nella versione mobile
    • Treat iPhone, Windows Smartphone e Opera Mini as a web browser: se impostato sul si disabilita il plugin

    Pertanto possono andare bene anche le impostazioni di default.

    28
    Oct

    Cos’è una sitemap.

    Una sitemap è essenzialmente un file xml che descrive la gerarchia di links di un sito.

    Diventa particolarmente importante quando un sito:

    1. è nuovo e non ha molti link
    2. ha contenuti dinamici
    3. ha pagine con uso intensivo di flash e AJAX
    4. ha un archivio di molte pagine

    Una sitemap infatti aiuta i motori di ricerca ad indicizzare le pagine di un sito.
    Raccoglie tutti i link, con la data di aggiornamento e alcuni meta data, come l’ anchor text. In tal modo diventa quindi un ottima fonte di link interni. Appare come un elenco di link completi di descrizione.

    Risponde egregiamente a due obiettivi SEO.

    Permette ai motori di ricerca di rintracciare tutte le pagine più facilmente e permette di indicizzarle grazie alla descrizione dei links.

    L’ utilizzo di links descrittivi, infatti facilita il compito ai motori che devono identificare una pagina e i suoi contenuti. In particolar modo, una struttura di link suddivisa per categorie, come quella dei blog, contribuisce a dare maggiori informazioni su un link e quindi su una pagina.

    Proprio per il gran contributo che fornisce all’ indicizzazione, il file, in genere sitemap.xml, non va nascosto tra la miriade di cartelle, ma è meglio posizionarlo nella root principale, in modo che venga individuata facilmente dai crawler dei motori.

    Un link alla sitemap andrebbe inserito in ogni pagina del sito. Si può facilmente sistemare nell’ header o nel footer. Anche se tutto ciò che in cima ad una pagina viene indicizzato prima, nella maggior parte dei casi vanno bene anche link provenienti dal footer.

    Per testare il contributo della sitemap all’ indicizzazione basta fare un confronto tra il numero delle pagine indicizzate prima della sitemap e quello a qualche giorno di distanza dall’ inserimento.

    Per cercare le pagine indicizzate basta inserire nei principali motori Site:iltuosito.it

    Ovviamente una maggiore indicizzazione porterà maggiori visite.

    Come generare una sitemap.

    Generare una sitemap non richiede grandi conoscenze nè molto tempo, anche perchè ci sono in giro molti tool che la creano gratuitamente:

    Per WordPress poi, le cose sono ancora più semplici, ecco quattro plugin che gestiscono il tutto:

    Plugin WordPress Sitemap

    La gestione di una mappa del sito per un motore di ricerca consiste in quattro fasi:

    1. Creare la mappa del sito
    2. Segnalare la mappa del sito al motore di ricerca
    3. Controllare che la mappa del sito sia stata scaricata dal motore di ricerca
    4. Controllare eventuale riscontri di scansione da parte del motore di ricerca

    Una volta creata, quindi, non resta che segnalare la sitemap a Google. Basta crearsi un account e utilizzarlo per accedere agli Strumenti per Webmaster. Qui dovete semplicemente aggiungere un sito e infine la sitemap, specificando l’ url esatto del file xml.

    Stessa cosa per segnalare la sitemap a Yahoo, bisogna registrarsi, accedere al Site Explorer, aggiungere il proprio sito, validarlo e poi segnalare la sitemap.

    Idem anche per segnalare la sitemap a Microsoft Live, accesso tramite il Webmaster Center.

    Dal pannello di controllo dei tre big della ricerca, si può poi controllare che sia stata ricevuta, scaricata e che non ci siano errori.

    Se avete voglia di leggere ancora qualcosa sulle sitemap consiglio la lettura di:

    28
    Oct

    La sitemap è fondamentale per l’ ottimizzazione di WordPress. Permette infatti ai motori di ricerca di individuare e raggiungere più facilmente tutte le pagine del sito.

    Con WordPress è particolarmente facile crearne una. Esistono infatti diversi plugin che in pochi click ci permettono di generare e mantenere aggiornata una sitemap.

    Questi i plugin più usati:

    • Google Sitemaps Generator for WordPress: genera una sitemap in xml, supportata ormai da tutti i motori di ricerca e non solo da Google. Basta scaricarlo e installarlo, troverete la sezione Sitemap tra le Opzioni.
    • Dagon Design Sitemap Generator: questo plugin presenta un serie di opzioni da personalizzare per generare la sitemap e permette facilmente di creare una pagina che contiene la sitemap per renderla disponibile ai visitatori.
    • Sitemap Generator Template: anche questo aiuta a costruire una pagina con la sitemap da mostrare ai visitatori.
    • Standard Xml Sitemap: non solo crea la sitemap ma aggiunge anche un link al file robotx.txt
    21
    Oct

    Il termine permalink è usato per indicare un url permanente, ovvero l’ indirizzo definitivo di una pagina web, indirizzo tramite cui la pagina viene indicizzata dai motori e raggiunta da altre pagine web, indirizzo che non dovrebbe cambiare nemmeno dopo successive modifiche alla pagina.

    I motori di ricerca vanno a “caccia” di contenuti seguendo i links che trovano nelle pagine già indicizzate.

    Di conseguenza la prima cosa in cui si imbatte Google è l’ indirizzo della nostra pagina, il permalink.

    E dal link dunque che si parte nell’ analizzare i contenuti. Da ciò si deduce l’ importanza di strutturare i permalinks in maniera che da essi si possa ricavare delle informazioni utili.

    In WordPress la struttura di default utilizzata per scrivere i permalink è

    http://www.iltuosito.it/?p=123

    dove 123 è l’ id del post o della pagina.

    Ovvio che da “p=123″ non si riesce a capire nulla sull’ argomento trattato dall’ articolo, non capiscono nè i lettori nè i motori di ricerca.
    Per fortuna però, c’è la possibilità di modificare questa struttura in modo da renderla più simpatica e piacevole sia alla lettura umana che a quella dei robots di Google.

    Esiste infatti la possibilità di costruire una struttura personalizzata dei permalinks.
    Possiamo ad esempio utilizzare le categorie o i tag e il titolo del post per far in modo che l’ indirizzo di un articolo diventi

    http://www.iltuosito.it/unacategoria/titolodellarticolo

    In questo modo sia i lettori che i motori sapranno molto di più sul contenuto della nostra pagina, già prima di aver completato la sua analisi.

    Compresa dunque l’ importanza di permalinks ben strutturati, vediamo quale possa essere la struttura migliore, come crearla e come gestirla nel tempo.

    WordPress ha pensato di facilitarci le cose, mettendo a disposizione una serie di tag per strutturare i permalinks: Structure Tags.

    L’ uso è molto semplice ed è spiegato in modo chiaro dagli stessi sviluppatori.

    Possiamo usare i tag %category% e %title% in questo modo:

    • Dal pannello di controllo di WordPress ci spostiamo in Impostazioni, quindi Permalink
    • Scegliamo una struttura personalizzata ed inseriamo /%category%/%postname%.html
    • Clicchiamo su “Aggiorna”

    Questa è infatti la struttura che preferisco, simula infatti le pagine statiche in html ed è costruita utilizzando la categoria e il titolo, in modo da inserire, già nell’ url, key che sicuramente non spiaceranno a Google.

    Se non avete un file .htaccess nella directory principale di Google, creaiamo un nuovo file con Notepad e salviamolo con il nome “.htaccess” compreso di doppi apici.

    In questo file inseriamo il codice seguente:

    # BEGIN WordPress
    <IfModule mod_rewrite.c>
    RewriteEngine On
    RewriteBase /wordpress/
    RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-f
    RewriteCond %{REQUEST_FILENAME} !-d
    RewriteRule . /wordpress/index.php [L]
    </IfModule>
    # END WordPress

    Salviamo ancora e carichiamolo nella cartella principale di WordPress.

    Se inserite un articolo in più categorie, WordPress non permette di scegliere quale categoria utilizzare per la struttura dei permalink, ma sceglie la categoria con l’ id più basso, in genere quella più vecchia. Sopperisce alla carenza un plugin recensito solo qualche giorno fa, sCategory, che aggiunge questa funzionalità.

    Se avete già un blog avviato e volete cambiare la struttura dei permalink: ATTENZIONE!
    Perderete tutti i vostri vecchi link, almeno che non impostiate un redirect, dai link vecchi ai nuovi.
    Anche questa volta ci sono i soliti plugin a salvarci

    21
    Oct

    Se vi ritrovate un errore 404 ci sono un pò di plugin che possono darvi una mano.

    Capita a volte di cambiare il link di una pagina, oppure si può pensare di cambiare la struttura dei permalink per passare ad una più ottimizzata.

    Ma se non volete mettere le mani sul file .htaccess potete provare:

    • Redirection, by UrbanGiraffe: aiuta a rintracciare gli errori 404 e a gestire i redirect 301 (quelli permanenti), aggiunge automaticamente un redirect 301 quando cambia l’ indirizzo di un post, esporta tutti i redirect in un file .htaccess.
    • Permalink Redirect WordPress Plugin, utilissimo quando si cambia la struttura dei permalink, basta inserire quella vecchia, molto semplice da utilizzare.
    • Permalink Migration Plugin, anche questo molto intuitivo, aiuta a migrare la struttura dei permalink.

    Forse il primo è quello più completo, ma se volete solo cambiare la struttura dei permalink forse uno tra gli ultimi due fa al caso vostro.

    19
    Oct

    Una volta installato WordPress, se andiamo in Impostazioni/Scrittura, troviamo in fondo a tutto Servizi di Aggiornamento.

    Ci sono alcuni siti che monitorano l’ attività dei blog, segnalando un link all’ ultimo post ogni volta che vengono aggiornati.

    Possiamo sfruttare questi siti e questa funzione di WordPress per incrementare il traffico verso il nostro sito in modo molto semplice.

    Infatti WordPress invia automaticamente una segnalazione dell’ avvenuto aggiornamento a tutti i siti elencati in Servizio di Aggiornamento.

    Una recente lista dei siti che raccolgono aggiornamenti, a cui inviare i propri è la seguente:

    http://1470.net/api/ping
    http://api.feedster.com/ping
    http://api.feedster.com/ping.php
    http://api.moreover.com/ping
    http://api.moreover.com/RPC2
    http://api.my.yahoo.com/RPC2
    http://api.my.yahoo.com/rss/ping
    http://bblog.com/ping.php
    http://bitacoras.net/ping
    http://blogdb.jp/xmlrpc
    http://blog.goo.ne.jp/XMLRPC
    http://blogmatcher.com/u.php
    http://bulkfeeds.net/rpc
    http://coreblog.org/ping/
    http://mod-pubsub.org/kn_apps/blogchatt
    https://phobos.apple.com/WebObjects/MZFinance.woa/wa/pingPodcast
    http://ping.amagle.com/
    http://ping.bitacoras.com
    http://ping.bloggers.jp/rpc/
    http://ping.blogmura.jp/rpc/
    http://ping.blo.gs/
    http://ping.cocolog-nifty.com/xmlrpc
    http://pinger.blogflux.com/rpc/
    http://ping.exblog.jp/xmlrpc
    http://ping.feedburner.com
    http://ping.myblog.jp
    http://pingoat.com/goat/RPC2
    http://pingqueue.com/rpc/
    http://ping.blogg.de/
    http://ping.rootblog.com/rpc.php
    http://ping.syndic8.com/xmlrpc.php
    http://ping.weblogalot.com/rpc.php
    http://ping.weblogs.se/
    http://rcs.datashed.net/RPC2/
    http://rpc.blogbuzzmachine.com/RPC2
    http://rpc.blogrolling.com/pinger/
    http://rpc.britblog.com/
    http://rpc.icerocket.com:10080/
    http://rpc.newsgator.com/
    http://rpc.pingomatic.com/
    http://rpc.tailrank.com/feedburner/RPC2
    http://rpc.technorati.com/rpc/ping
    http://rpc.weblogs.com/RPC2
    http://rpc.wpkeys.com/
    http://services.newsgator.com/ngws/xmlrpcping.aspx
    http://signup.alerts.msn.com/alerts-PREP/submitPingExtended.doz
    http://topicexchange.com/RPC2
    http://trackback.bakeinu.jp/bakeping.php
    http://www.a2b.cc/setloc/bp.a2b
    http://www.bitacoles.net/ping.php
    http://www.blogdigger.com/RPC2
    http://www.blogoole.com/ping/
    http://www.blogoon.net/ping/
    http://www.blogpeople.net/servlet/weblogUpdates
    http://www.blogroots.com/tb_populi.blog?id=1
    http://www.blogshares.com/rpc.php
    http://www.blogsnow.com/ping
    http://www.blogstreet.com/xrbin/xmlrpc.cgi
    http://www.lasermemory.com/lsrpc/
    http://www.imblogs.net/ping/
    http://www.mod-pubsub.org/kn_apps/blogchatter/ping.php
    http://www.newsisfree.com/RPCCloud
    http://www.newsisfree.com/xmlrpctest.php
    http://www.popdex.com/addsite.php
    http://www.rssfwd.com/xmlrpc/api
    http://www.snipsnap.org/RPC2
    http://www.weblogues.com/RPC/
    http://xmlrpc.blogg.de

    http://xping.pubsub.com/ping/

    Basta copiare e incollare il tutto in Servizi di Aggiornamento. Alcuni potrebbero non funzionare, io non ho ancora avuto il tempo di verificarli.

    8
    Oct

    Tra i tanti plugin che possono essere più o meno utili allo scopo di utilizzare WordPress come Cms, c’è Flutter.

    Flutter permette in particolar modo di personalizzare la sezione dedicata alla scrittura, sicuramente una delle fondamentali.

    Permette di estendere i campi di WordPress presenti nel pannello per scrivere gli articoli,aggiungendo nuove funzionalità.

    Con Flutter è infatti possibile creare un altro pannello di scrittura a cui magari aggiungere nuovi campi.

    Si possono aggiungere Textbox, Multiline Textbox, Checkbox, Radiobutton, Dropdown List, file, immagini, audio e data. I campi poi sono ulteriormente personalizzabili, possono essere obbligatori o meno, oppure è possibile fissare le dimensioni di immagini e file o il loro url.

    Integrato con Role Manager fa si che si possano creare pannelli di scrittura con particolari campi per ogni gruppo di utenti che ha accesso all’ amministrazione. Sarà possibile scrivere solo in una categoria e inserire obbligatoriamente campi quali foto o fonte della notizia..

    Comodissimo per un gestore di contenuti con molti autori, ad esempio, ma altrettanto utile se aggiungete a mano campi con le stesse caratteristiche.

    6
    Oct

    Wp-Polls è un plugin che aggiunge un sistema di sondaggi in Ajax a WordPress.

    Permette di aggiungere facilmente sondaggi in un post, una pagina o sulla sidebar.

    E’ estremamente personalizzabile con template e fogli di stile.

    L’ installazione è la solita, basta caricarlo nella cartella dei plugin e attivarlo.

    Le istruzione per l’ uso, con o senza widget si trovano qui.

    Uno dei plugin indispensabili sicuramente.

    1
    Oct

    Ottimizzare i postAbbiamo visto come ottimizzare il titolo di un post, molto spesso si definisce il titolo quando si ha nella testa soltanto una bozza del post e quindi prima di ogni cosa.

    Passiamo al passo successivo quindi. Cercheremo di ottimizzare i contenuti.

    Sempre tenendo presente le due strade che portano alle due tipologie di lettori: umani e motori di ricerca.

    Un contenuto ottimizzato (SEO-friendly) deve essere “interessante e piacevole” sia per i motori che per i lettori del blog.

    Creare dei post SEO-friendly non è sicuramente una cosa che si risolve in un plugin o in pochi termini, ma con tempo e costanza si può riuscire ugualmente, senza essere dei professionisti, a creare dei contenuti decentemente ottimizzati.

    Principi Generali

    La cosa più importante da fare è non smettere mai di pensare ai nostri lettori. Hai qualcosa di interessante da scrivere? Riesci a scrivere in modo che tutti siano in grado di capire?

    Suscitare l’ interesse e al tempo stesso rendere la lettura piacevole, sono le cose che attraggono di più il lettore. Meglio non perderle mai di vista.

    Cercare le giuste keywords

    Probabilmente prima di scrivere un articolo vi sarete documentati sull’ argomento. Quali keywords avete usato? Con quali avete ottenuto più successo? Avrete probabilmente visitato siti concorrenti, con quali keywords avete trovato quelli che vi hanno soddisfatto di più? E se non vi siete documentati, ipotizzate di farlo e cercate di rispondere alle stesse domande.

    Se avete cercato di rispondere, avrete un’ idea di quali keywords sono più adatte a rappresentare il vostro post.

    Bene, ma un aiuto in più non fa mai male.  Ci sono dei tools che data una keywords vi restituiscono il numero di pagine nella serp e il volume di ricerche fatte su quella keywords. Uno di questi strumenti è il Keyword Explorer, gratuito, senza spyware.

    Altro strumento strumento utile può essere il Google’s Keyword Tool, che vi suggerisce keywords simili, vi mostra la competitività (più è competitiva una keyword più è difficile salire nella serp) e ancora quante ricerche vengono fatte per quella keywords in media e nell’ ultimo mese. Prendete spunto e cercate di non essere ripetitivi sfruttando i probabili sinonimi che arrivano dai suggerimenti del tool di Google.

    Utilizzare le giuste keywords

    Ora che vi siete fatti un’ idea di quali sono le keywords più interessanti di Google, cercate di comporre delle frasi e di inserirle nella stesura dell’ articolo. Usate il corsivo e il grassetto per enfatizzarle sia agli occhi dei lettori che a quelli dei motori di ricerca. Identificate una frase chiave, quella che racchiude tutto il senso del post, e cercate di inserirla nel primo paragrafo o meglio ancora come frase iniziale. Potreste pensare di ripeterla se il post è abbastanza lungo, le ripetizioni possono essere utili anche per fissare i contenuti ma attenzione a non risultare ripetitivi nella lettura. Usiamo la stessa frase per il titolo ovviamente.

    Aiutiamoci con le immagini

    Se possibile inseriamo anche delle immagini, senza però dimenticarci di utilizzare il tag alt. Il motore si accorgerà dell’ immagine ma non riuscendo a ricavarne informazioni direttamente cercherà nei “dintorni”. Magari troverà il nostro post.

    In conclusione

    Magari ci vuole meno tempo ad installare un plugin, ma il tempo e la costanza che si impiega nell’ ottimizzare i contenuti vi daranno risultati migliori di qualsiasi plugin.