18
Feb

Avere una seconda opinione riguardo ad un’ analisi seo è sempre utile, magari ci è sfuggito qualcosa.

Se poi il parere è gratis allora meglio ancora. Website Grader e SEO Site Checkup sono due nuovi tool che analizzano ogni aspetto seo del vostro sito. Utilizzati insieme forniscono un gran numero di dati e un’ ottima base da cui partire per pianificare un’ ottimizzazione seo.

Non mancate di testarli!

8
Feb

Sempre di più il destino della popolarità di un sito, almeno per quanto riguarda i “netizen” più smaliziati, è legato a doppio filo con la sua interazione con i Social Network. Nei mesi passati abbiamo assistito a delle scelte per certi versi epocali, che sono scivolate in sordina nella nostra quotidianità di utenti delle “reti sociali” senza quasi essercene accorti.

Il primo grande passo l’ha mosso Bing (il motore di ricerca di proprietà Microsoft) che ha stretto una partnership con Facebook e Twitter per l’aggiornamento nelle proprie Serp dei contenuti pubblicati dagli utenti, rendendoli in pratica ricercabili anche al di fuori dello stesso social network.

Google addirittura, in pochi giorni, prima afferma di voler ridurre drasticamente la quantità di news gratuite da mettere a disposizione dei propri utenti, poi converte le risorse prima dedicate alle news “standard” per l’indicizzazione “real time” di Twitter e Facebook.

Il problema principale, per chi decide di creare “traffico” sul proprio sito o blog, tramite un account social come Twitter è il flusso dei contenuti, nessuno vi seguirà mai se non producete contenuti interessanti e con frequenza!

Google-Social-Search

Per nessuno intendo anche i motori di ricerca, ad esempio l’ultima versione del motore di indicizzazione di Google, denominata “Caffeine” presta molta attenzione alla frequenza degli aggiornamenti e pare sia uno degli indici principali per accaparrarsi posizioni importanti nelle Serp, a discapito di siti magari mastodontici, ma poco dinamici nell’aggiornare i propri contenuti.

Se il vostro sito ha la possibilità di esportare un flusso Xml (Feed Rss sono ottimi!) create un account Twitter ad hoc e popolatelo con tool online free come “Twitterfeed” e fate parlare di voi, quanto più possibile…

Come sfruttare il potenziale di  Twitter per canalizzare traffico su di voi? Questo ve lo spiego la prossima volta!

31
Jan

Molte volte vi sarete domandati come i vari motori di ricerca possano, in un lasso di tempo relativamente breve, inserire ed aggiornare la moltitudine di siti e pagine che affollano il Web.

Ovviamente è un lavoro costante e continuativo che comporta l’utilizzo di risorse informatiche ed infrastrutturali spesso al di sopra di quanto possiamo immaginare, il Web è un ambiente in continua evoluzione ed i Social Network hanno dato un impulso notevole nel renderlo dinamico, con non poche complicazioni dal lato indicizzazione!

Ovviamente sarebbe umanamente impossibile ed impensabile allocare delle “risorse umane” per trascrivere a mano, ogni mese, TUTTE le pagine dei vari siti che compongono la websfera, questo lavoro viene quindi affidato a dei “ragni”.

Gli Spider (noti anche come Bot o Crawler) non sono ovviamente gli aracnidi che tutti conosciamo, ma sono dei programmi che “scavano” il web trascrivendo i contenuti trovati, in formato testuale, all’interno dei database dei vari motori di ricerca. Prima ho detto “ogni mese” perché ad esempio Google, il più importante motore di ricerca e portale al mondo (fonte Alexa: http://www.alexa.com/topsites) effettua con una cadenza quasi mensile la cosiddetta “Deep Search” nella quale ripercorre tutto il Web ricreando indici e pagerank. A seguito di questa grande scansione globale, per un periodo di 6-8 giorni, si verifica quella che tra gli addetti ai lavori è conosciuta come la “Google Dance” poiché in questi giorni i risultati delle Serp (ricerche organiche) cambiano continuamente, in base allo stato di avanzamento della creazione dei nuovi indici.

 serp

Google (e con lui anche gli altri principali motori di ricerca) effettuano anche una “Fresh Search” fatta quasi quotidianamente, nella quale aggiornano i contenuti già presenti nei loro indici.

Gli Spider accedendo al nostro sito, per prima cosa vanno a cercare il file Robots.txt che si trova (o dove dovrebbe trovarsi!) nella directory root , per controllare se esistono delle sezioni del nostro sito che NON vogliamo che vengano indicizzate.

Una volta istruiti i “ragni” intraprendono il loro infaticabile lavoro aggiornando i loro database e segnalando eventuali nuovi hyperlink al grande calderone delle pagine da visitare.

I file robots rappresentato un importante strumento da parte di un Webmaster per posizionarsi correttamente nelle Serp, facendo svolgere una ricerca selettiva e “proficua” ai motori di ricerca.

Di seguito gli spider più importanti:

 spiders

 

 

Di fatto i file Robots sono dei semplicissimi file di testo, se il vostro sito è stato creato con dei Cms come Joomla o WordPress verrà generato automaticamente per presevare le aree interdette agli Spider.

E’ un sito fai da te? Nessun problema, la compilazione è semplicissima, ecco un esempio:

User-agent: *  
Disallow: /personale/ 

In questo caso asterisco “ * ” sta per tutti gli Spiders, altrimenti potete inserire i nomi della tabella che ho segnalato precedentemente (es. googlebot) per limitare l’accesso a determinate aree solo ad alcuni Crawler.

Ricordatevi, il primo presupposto per apparire nelle Serp di un motore di ricerca è che lui vi trovi e che possa indicizzare i vostri contenuti più importanti…

La seconda è che il vostro sito sia linkato dal maggior numero di siti possibili…linkate gente…linkate….  

24
Jan

Spesso mi trovo a confrontarmi con lo stupore della gente d’innanzi alla “meraviglia” di Google, che sembra per magia estrarre dal cilindro magico gli agognati risultati di ricerca. Come diceva un vecchio proverbio “nemmeno il cane muove la coda per nulla” e di conseguenza anche un colosso come Google (prendo lui come esempio, ma anche i suoi “colleghi” seguono le stesse logiche) non è di certo una Onlus!

Lo scopo primario di un sito Web è quello di portare delle persone a vederlo, quello successivo potrebbe essere di vendergli qualcosa o più semplicemente fare in modo che venga visualizzato un numero consistente di volte.

E’ ormai dimostrato che il 70% del traffico (inteso come visite) verso un sito Web è generato dai motori di ricerca, che sono quindi i principali “referral” a cui porre la nostra attenzione nel momento in cui vogliamo cimentarci nel pubblicare un sito.

Probabilmente anche nella vostra esperienza avrete notato che, un sito che non vi appare tra i primi dieci, difficilmente verrà da voi preso in considerazione…

google-caffeine

Con quale criterio un sito appare in quelle pregiatissime posizioni?

Per prima cosa, una volta effettuata una ricerca, dobbiamo distinguere due diverse tipologie di risultati: 1) ricerche organiche 2) ricerche sponsorizzate.

Quelle sponsorizzate è fin troppo facile capire come funzionano (fortunatamente, almeno quelle, sono evidenziate in modo diverso e sono ben distinguibili!) la “magia” riguarda le cosiddette ricerche organiche.

Semplificando, possiamo dire che i vari motori di ricerca assegnano un punteggio ad ognuno dei siti che sono registrati nel loro database (il come ed il perchè ci sono finiti dentro ve lo spiegherò in un altro articoletto :D )  e posizionano più in alto i siti che, secondo i parametri del motore, rappresentano i risultati più attinenti con la ricerca da voi richiesta. Ma come fa un sito ad ottenere un “punteggio alto”?

Anche in questo caso esistono due vie: l’ottimizzazione SEO o l’acquisto di “keywords” (parole chiave) attinenti al sito in questione, in modo da essere più facilmente associati dai motori alle nostre ricerche.

Il funzionamento delle keywords è molto semplice, rappresentano, agli occhi dei motori di ricerca, una carta d’identità dei contenuti che abbiamo pubblicato.

Ovviamente usare delle keywords troppo generiche, soprattutto per un sito che non genera moltissimo traffico, può significare perdersi nel “mare magnum” delle milioni di pagine indicizzate con le stesse parole chiave….a volte delle keywords centrate (oppure messe in modo “furbo”) possono dare dei risultati sorprendenti!

Lo strumento per eccellenza per l’acquisto e la gestione delle keywords è “Google Adwords”, con il quale è possibile associare, in base al proprio budget, delle parole chiave a nostra scelta con il nostro sito, senza che necessariamente siano in questo contenute.

Google visualizzera quindi, negli spazi “sponsored” il nostro sito, perchè considerato rilevante in relazione alla ricerca fatta dall’utente. Questa soluzione offre una grandissima visibilità ed un relativamente basso “costo per click” a patto di partire con un consistente budget iniziale.

Il vantaggio principale di questa “campagna keywords” è quello di poter associare, in periodi limitati, delle parole chiave ad eventi importanti o ad eventuale supporto di una campagna pubblicitaria fatta su altri mezzi (stampa, radio, tv…)

Associare, per esempio, delle parole chiave inerenti ai prossimi mondiali, tra Maggio e Giugno, porterà sicuramente molti utenti a visualizzare e cliccare il nostro sito! Attenzione però al rovescio della medaglia, veicolare utenti tramite le keywords sul nostro sito, senza avere poi dei contenuti attinenti, significa perderli per sempre…

Uno dei criteri principali che spingono un sito ai vertici delle ricerche è il volume di traffico che attrae, creando poi un circolo virtuoso (o vizioso?) che viene alimentato dalle nuove ricerche.

E se noi non abbiamo a disposizione fondi per comprare Keywords? Non ci resta che la strada del SEO, di cui cercherò di fornirvi, nei prossimi articoli, alcuni semplici trucchi per non “affogare” nel mondo delle ricerche sul Web.

17
Feb

Chiunque si interessi al Seo per passione o per professione ha costantemente bisogno di informazioni aggiornate, ma chi decide oggi di avvicinarsi al misterioso mondo dei motori di ricerca cerca guide da cui partire, per avere indicazioni più o meno specifiche e per inquadrare cosa vuol dire esattamente ottimizzare un sito per i motori di ricerca.

Avevo già da un pò l’ idea di raccogliere in un post i link alle guide più interessanti, quelle più quotate, quelle che tutti dovrebbero leggere prima di iniziare a provare ad ottimizzare un qualunque sito web.

Partiamo da una raccolta simile, IceLab mette a disposizione una serie di guide, molto interessanti, nella sezione Download del proprio sito. Molte guide sono in italiano, alcune in inglese, ma è sempre meglio dare almeno una lettura veloce a tutto.

Alcuni titoli:

Corso gratuito di Seo: come farsi trovare dai motori di ricerca. In italiano, disponibile in pdf.

Siti Preferiti Seo

Siti Preferiti Seo: fornisce un elenco dei siti con risorse gratuite per gli aspiranti Seo, utile soprattutto per chi è ai primi passi, in costante aggiornamento ma anch’ esso disponibile in pdf.

Come creare e promuovere un forum da 0: il titolo dice tutto, tecniche seo applicate ai Forum.

Ottimizzazione Link Forum: anche questa guida propone tecniche di ottimizzazione per forum, in particolare l’ ottimizzazione degli URL di un forum.

My Seo Eguide: una guida in inglese semplice ed immediata per l’ ottimizzazione per Google, Yahoo ed Msn.

Posizionamento Motori di Ricerca: 12 guide linee per aumentare la visibilità on-line

Strategie Forum Seo: anch’ essa di Taveriti, fornisce delle linee guida per la promozione di un forum.

Riassunto Fattori Seo: rilasciato da SeoMoz.org questo riassuntino per avere sempre a portata di mano i principali fattori seo.

Fattori del Posizionamento: altra guida del Forum GT.

Posizionamento nei motori di ricerca: guida di Taverniti per imparare ad ottimizzare un sito.

Altre guide che invece è possibile reperire sempre gratuitamente, alcune in pdf e altre in html sono invece queste:

Guida seo per i Blogger: è la traduzione in italiano di un’ ottima guida per l’ ottimizzazione dei blog, a partire dalla registrazione del dominio e dell’ hosting fino alla promozione tramite social networking.

Seo per un Blog: slide riassuntive sui fattori seo.

Seo WordPress: è una completa guida per l’ ottimizzazione di WordPress. In inglese e disponibile in un comodo pdf.

WordPress Seo Ebook: una guida di ben 44 pagine per carpire i segreti di WordPress e dei motori di ricerca. In inglese e in pdf.

Guida Seo per WordPress: guida di yoast.com, tutto quello che c’è da sapere per ottimizzare WordPress

Guida Seo Google: dulcis in fundo, la guida all’ ottimizzazione per i motori di ricerca del motore di ricerca più utilizzato al mondo, ovviamente da non perdere

Beh c’è da leggere un bel pò. Perciò buona lettura e buon posizionamento!

 

 

13
Feb

Link BuildingGuadagnare un link che porti al tuo sito web comporta un consistente impiego di lavoro e di denaro. I webmaster cercano sempre modi per risparmiare denaro e sforzarsi di acquisire nuovi link per i loro siti web. Per i nuovi siti, specialmente in mercati competitivi, è molto difficile raggiungere un alto livello per le parole chiave di qualità (parole chiave di qualità = parole chiave che producono clienti). Per avere un buon posizionamento, un sito web deve avere più di un buon contenuto. Deve essere datato(sono più affidabili i siti vecchi, con una certa credibilità), oltre ad avere link in entrata di alta qualità.

Le compagnie SEO che lavorano in industrie competitive e mature spesso risparmiano tempo e denaro acquistando vecchi domini con un buona posizione nella pagina e molti link in uscita, come parte della loro strategia SEO.

Per esempio, molti siti web di alta qualità, che si occupano di giochi da casinò, usano questo metodo. Il processo funziona come segue:

  1. Si cercano domini che stanno per sono in scadenza entro una trentina di giorni. Questi domini si acquistano nelle aste pubbliche organizzate da siti come Sedo o Aftermarket.
  2. si analizza l’età del dominio, la posizione nella serp, i link in entrata e il mercato (linguaggio, argomenti, ecc). L’ ideale è trovare un dominio che sia il più vecchio possibile, con una posizione alta nella serp e la più grande quantità di link, ma la cosa più importante è sicuramente trovare un dominio che abbia già ospitato dei contenuti pertinenti al contesto cui è destinato.
  3. Si inizia così una procedura d’acquisto piuttosto complicata – l’acquirente del dominio deve aspettare che il dominio venga rilasciato dopo 14 (30) giorni di moratoria in cui il vecchio proprietario potrebbe ancora ricomprarlo.

Solitamente i domini in scadenza e in vendita non hanno più nessun contenuto. Bisogna quindi sitemarlo per il nuovo sito:

  1. Trovare un hosting in base alla geografia del mercato a cui è destinato (sito in italiano quindi hosting italiano).
  2. Caricare dei contenuti nuovi con dozzine di nuove ed originali pagine di contenuti con buoni contenuti.
  3. Ricreare la sitemap.xml all’Account Google personale del webmaster (“Strumenti del Webmaster”) per comunicare a Google i nuovi argomenti e le nuove pagine del sito.
  4. Iniziare una campagna di basso profilo per costruire nuovi link locali per il sito per fornire ulteriori prove che il nuovo cambiamento di argomento sia “reale”. Il grande vantaggio è che c’è bisogno di un numero relativamente piccolo di link, in confronto ad un sito completamente nuovo. Consiglio: Potrebbe essere sufficiente registrare semplicemente il sito ad alcune directory e presentare alcuni post del blog o anche commenti nei siti connessi al nuovo tema. Non c’è bisogno di una campagna enorme per la costruzione del link.

Un esempio valido, che rispecchi tale pratica, è il sito web PR6, Politicalforecast.net (che è stato recentemente penalizzato da Google). Il suo contenuto è stato trasferito ad un nuovo URL in cui ora esiste il sito web che si occupa di casinò online. Il proprietario ha comprato il dominio per 1.600$ (quest’informazione è pubblica) e poi lo ha convertito da un blog politico americano ad un portale di casinò dedicato ai bonus da casinò. Una breve ricerca di link in uscita di Yahoo rivela che tra le migliaia di link americani, il sito ha anche alcuni link italiani. Un’ulteriore semplice analisi di questi link mostra che essi forse sono stati acquistati o forniti come parte di accordi di scambi di link.

La strategia SEO del dominio abbandonato è un modo lucrativo, sebbene ancora non libero da rischi, per risparmiare tempo e denaro quando si crea un sito web o si costruisce una rete di siti satellite per fornire i link in uscita al tuo sito principale. I modi per ridurre i rischi relativi alle penalizzazioni di Google implicano la scelta di domini che siano il più vicino possibile all’argomento del tuo nuovo sito. Un’altra buona idea è supportare il nuovo sito web con nuovi link, fornendo ulteriori conferme che non si tratta di un sito spam.

Grazie a Matan per questo articolo

7
Feb

Gli elementi che contribuiscono in maniera più o meno determinante all’ ottimizzazione di un sito per i motori di ricerca, sono tanti e vari:

Metadata: descrizione delle pagine e keywords
Tag html: h1, h2, ecc…
Immagini: quantità e tag relativi
Pagerank
Pagine indicizzate dai motori: Yahoo, Google, Live, Ask
Link: entranti, uscenti
Directory: Yahoo, Dmoz
Blogging e Traffic Rank: Alexa, Technorati, Delicious, Digg
Rss e Concorrenza

Tenerli tutti sempre sott’ occhio porta via tempo e lavoro. Per fortuna ci sono dei tools che facilitano il recupero di queste informazioni e a volte se ne trovano anche di gratuiti e buoni, ecco un elenco di quelli che utilizzo più spesso.

Website.Grader: ottimo, tra i migliori

LinkDiagnosis: analizza molto a fondo tutti i link

MarketLeap: analizza la link popularity di un sito e dei suoi concorrenti, le pagine indicizzate dai motori e le keywords

Copyscape: utile se pensate che qualcuno copi i vostri contenuti

DnFame: vi riassume tutto ma proprio tutto: backlinks, info sul dominio, validazioni w3c, social bookmarks

UrlMetrix: velocissimo almeno per le cose essenziali

Backlinkwatch: backlink con dettagli su anchor text, PR, outbound links totali ed eventuali altri attributi

17
Jan

Correva l’ anno 2005 quando Google annuncia al mondo la venuta di una nuova trovata antispam: il tag nofollow!

Tutti ormai avevano capito che l’ importanza di un sito o di una pagina web aumentava con l’ aumentare dei link esterni a tale sito o tale pagina…e fu così che nacque, sui blog e sul web tutto, l’ arte dello spam: distribuire commenti e post a destra e a manca per lasciare in giro link al proprio sito.

Ma cos’è il nofollow???

Il nofollow è un tag html che ha l’unica funziona di avvisare i motori di ricerca di non calcolare quel link nell’ assegnazione di importanza al sito in questione.

Dal freddo gennaio del 2005 gli sviluppatori della Terra, accogliendo l’ invito e il caldo suggerimento di Google, si impegnarono per ideare piattaforme che integravano il famoso tag su siti e blog, e in particolar modo laddove c’ era spazio per i contributi dei lettori, ovvero nei commenti, evitando così che in questi ultimi si potessero facilmente inserire link da cui altri siti avrebbero poi tratto vantaggio.

L’ intenzione di Google era anche buona… se non fosse restata solo un’ intenzione…

Di fatto il nofollow non ha mai eliminato lo spam, ma ha fatto si che nascessero nuove leggende sul pagerank, sul posizionamento e sui motori di ricerca.

C’è infatti chi sostiene che eliminando il nofollow si perderebbe pagerank, e quindi posizioni nella serp.

Di contro c’è chi invece si fa promotore del “follow” lanciando campagne per difendere la libertà del Web (link love).

Ma allora quale strada seguire?

Io, documentandomi un pò e facendo quattro conti, non ho trovato nulla di così distruttivo nel “follow”, nè tantomeno nel nofollow.

E dunque? Questo è il dilemma: “follow” o nofollow?

Poi, riflettendo un pò, mi ricordo che il Web non è un libro in cui ci sono tante pagine una dietro l’ altra, che vanno sfogliate sempre allo stesso modo. Il Web è fatto di pagine si, ma che possono essere sfogliate in tanti modi. E io trovo che sia proprio questo il bello!

Allora perchè limitare in qualche modo i link frutto di contributi? Link che in qualche modo arricchiscono ogni pagina? Intanto poi sono io a decidere se un link è frutto di spam o no, sono io che modero i commenti.

Quindi con follow o con nofollow saranno pubblicati solo i commenti non ritenuti spam, quelli che danno un contributo alla discussione, all’ informazione.

In conclusione non vedo il motivo di utilizzare il nofollow, perciò ho deciso di toglierlo, anche perchè, a dirla proprio tutta, pian pianino sono passata da PR 5 a PR 2 (una tristezza, sigh, lo so!), quindi peggio di così difficilmente si può! E chi se ne frega del pagerank!

Web 3.0 senza nofollow!

14
Jan

Black Hat Seo

Tempo fa avevo trovato in giro questo ebook in italiano che parla di tecniche seo cosidette “Black Hat“, in pratica poco pulite.
Nonostante le premesse, non molto rassicuranti per chi si occupa di ottimizzazione “indossando un cappello bianco”, è sempre utile conoscere qualcosa in più; non è detto che tali tecniche si debba poi metterle in pratica!

Tra gli argomenti trattati ci sono:

  • Come screditare la concorrenza e farla sparire o perdere posizioni nella SERP
  • Come promuovere il proprio sito sui social network
  • Come guadagnare con Adsense e Adwords
  • Elenco di ping per WordPress (utile)
  • L’ arte dello spam
  • Link building
  • Cloaking

Alcuni suggerimenti sono sicuramente opinabili ma una lettura veloce a questo piccolo ebook non può far male.

Download Black Hat Seo Ebook

1
Dec

Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo. Perciò si deduce facilmente che essere “simpatici” a Google voglia dire molto.

Fornisce molte linee guida da tenere ben presenti per cercare di risultargli “simpatici”.

Oltre alle linee guida mette anche a disposizione utili strumenti da utilizzare gratuitamente:

Strumenti per Webmaster

Per accedervi non dovete far altro che creare un nuovo account e registrarvi.

Una volta effettuato l’ accesso si viene catapultati nella Bacheca.

A questo punto segnaliamo ufficialmente il nostro sito a Google. Una volta segnalato seguiamo ancora le indicazioni di Google e verifichiamo il sito. Una volta verificato infatti, dopo qualche giorno potremo già vedere i primi risultati. Per verificarlo occorre inserire un codice nell’ html oppure caricare un file html vuoto tramite ftp con il nome indicato da Google.

Dopo qualche giorno, avrete quindi qualche risultato. La seconda cosa che Google vi consiglia di fare è di segnalare la vostra sitemap. Perchè è importante la sitemap? Qui trovate tutto quello che dovete sapere per creare e ottimizzare una sitemap.

Le sezioni sono ormai diventate 6. Ogni tanto Google aggiunge qualche nuova funzionalità o modifica qualcosa di già esistente.

Introduzione
In questa sezione abbiamo una visione generale, trovate un sommario di tutti gli errori riscontrati nell’ analisi delle pagine del vostro sito:

Errori HTTP: in genere sono pagine di cui è stato trovato il link ma che il lo spider non è riuscito a raggiungere

Errori relativi agli URL della sitemap: pagine elencate nella sitemap che non sono state trovate

Non trovato: pagine linkate da pagine interne non trovate

Timeout degli URL: pagine che impiegano troppo tempo a caricarsi

URL limitati da robots.txt: il file robots.txt dice a google dove cercare e dove non cercare. Qui sono riportati gli URL che Google ha in qualche modo trovato ( probabilmente seguendo qualche link) ma che non riesce ad utilizzare perchè non permesso dal file robots.txt

URL non raggiungibili: sono le pagine che Google non riesce a raggiungere a causa di problemi spesso legati al webserver, ad esempio lentezza o inattività.

URL non seguito: sono errori di reindirizzamento, controllare i redirect

Diagnostica
A sua volta si suddivide in tre sottosezioni: Scansione Web, Scansione per i cellulari, Analisi dei contenuti

Scansione Web: elenca gli errori di scansione visti nell’ introduzione.

Scansione per i cellulari: si analizzano nel dettaglio gli stessi tipi di errori, qui trovati dai crawler per cellulari

Analisi dei contenuti: si analizza il codice html e vengono rilevati gli errori relativi a tag e meta:

Statistiche

E’ sicuramente la sezione più interessante.

Principali query di ricerca: qui Google fornisce informazioni sulle principali query per cui il sito compare nella serp(prima colonna) e sulle query che portano visitatori(seconda colonna).

Che cosa vede Googlebot: qui si trovano informazioni sugli anchor text. L’ anchor text è la descrizione di un link. Qui vengono elencate le descrizioni dei link esterni ed interni.

Statistiche scansioni: informazioni e grafici riassuntivi su quanto spesso Google visita le tue pagine.

Statistiche indice: Tutte le pagine indicizzate da Google, le informazioni, la cache e i link esterni alla tua home!

Statistiche iscritti: quanti si sono iscritti ai tuoi feed utilizzando gli strumenti di Google?

Link
In questa sezione ci sono informazioni dettagliate sui link interni ed esterni.

Link Strumenti per Webmaster

Pagine con link esterni: dettagliato elenco di tutte le pagine linkate da siti esterni e dei singoli link.

Sitelink: i link riassuntivi che sono stati identificati da Google.

Sitelink

Pagine con link interni: comodo per gestire tutti i link interni, elenco dettagliato come per i link esterni.

Sitemap
Da qui potete inviare una sitemap a Google a controllarne la corretta ricezione.Sitemap

Strumenti
Tutto quello che non trova posto nelle altre sezioni ma pur sempre utile ai webmaster. Alcune funzionalità aspettano ancora di essere sviluppate.

Analizza robots.txt: come dice il nome analizza il file robots.txt e permette di verificare se un percorso è raggiunto da diversi Googlebot oppure no.

Genera file robots.txt: qui è possibile generare un file robots.txt, scegliendo il tipo di robot, le directory e i permessi.

Gestisci la verifica del sito: per gestire i proprietari di un sito verificati da Google.

Imposta target geografico: agli utenti di quale area geografica si rivolge il tuo sito?

Ricerca immagini avanzata: Google sta affinando le modalità di scansione e di ricerca di immagini. Se vuoi partecipare attiva la ricerca avanzata.

Rimozione URL: Se volete rimuovere del contenuto dall’ indicizzazione di Google, utile per pagine non più esistenti o che hanno definitivamente cambiato indirizzo.

Ottimizza le pagine 404: Google ci aiuta e ci guida anche in questo. Qui si può creare un widget da inserire poi nella nostra pagina 404 in modo da guidare un utente che digitando un indirizzo errato si trovano sul vostro sito.

Gadget: Per gestire gli Strumenti per Webmaster dalla homepage di iGoogle.

Questo sembra essere tutto. Come vedete gli strumenti messi a disposizione dei webmaster da Google sono tanti e alcuni sicuramente molto utili se non fondamentali.

Inoltre nuove funzionalità costantemente in arrivo!