16
Apr

Ogni blog che si rispetti deve essere monitorato.

Sstatistiche di accesso, visitatori giornalieri, parole chiave, pagine più viste….interessante no? Uno degli strumenti gratuiti più utilizzati è sicuramente Google Analytics, non fornisce statistiche in tempo reale ma raccoglie ormai una gran quantità di dati.

Integrarlo in una pagina web, dopo aver creato un account per il nostro dominio, è semplicissimo. Basta infatti aggiungere il codice fornito da Google in fondo alla nostra pagina, prima di chiudere il tag body.

Chi ha un blog sa però che a volte può capitare di cambiare il template utilizzato e di dimenticare di inserire il codice anche nel nuovo.

Per risolvere questo piccolo problema, ci sono dei plugin WordPress che permettono di aggiungere il codice ancora più semplicemente, senza neppure dover editare il nostro codice, ma solo inserendo il nostro numero di account nella configurazione del plugin. Quello che preferisco è Ultimate Google Analytics. Perchè fa molto di più che aggiungere il codice Analytics ad ogni pagina del nostro blog, controlla e registra infatti anche un pò di cose piuttosto interessanti.  Permette, infatti di monitorare cose come i link uscenti, i downloads ed eventuali mailto links. Niente male eh!

In più aggiunge il codice esattamente nel punto giusto, senza creare confusione. Da provare!

8
Feb

Sempre di più il destino della popolarità di un sito, almeno per quanto riguarda i “netizen” più smaliziati, è legato a doppio filo con la sua interazione con i Social Network. Nei mesi passati abbiamo assistito a delle scelte per certi versi epocali, che sono scivolate in sordina nella nostra quotidianità di utenti delle “reti sociali” senza quasi essercene accorti.

Il primo grande passo l’ha mosso Bing (il motore di ricerca di proprietà Microsoft) che ha stretto una partnership con Facebook e Twitter per l’aggiornamento nelle proprie Serp dei contenuti pubblicati dagli utenti, rendendoli in pratica ricercabili anche al di fuori dello stesso social network.

Google addirittura, in pochi giorni, prima afferma di voler ridurre drasticamente la quantità di news gratuite da mettere a disposizione dei propri utenti, poi converte le risorse prima dedicate alle news “standard” per l’indicizzazione “real time” di Twitter e Facebook.

Il problema principale, per chi decide di creare “traffico” sul proprio sito o blog, tramite un account social come Twitter è il flusso dei contenuti, nessuno vi seguirà mai se non producete contenuti interessanti e con frequenza!

Google-Social-Search

Per nessuno intendo anche i motori di ricerca, ad esempio l’ultima versione del motore di indicizzazione di Google, denominata “Caffeine” presta molta attenzione alla frequenza degli aggiornamenti e pare sia uno degli indici principali per accaparrarsi posizioni importanti nelle Serp, a discapito di siti magari mastodontici, ma poco dinamici nell’aggiornare i propri contenuti.

Se il vostro sito ha la possibilità di esportare un flusso Xml (Feed Rss sono ottimi!) create un account Twitter ad hoc e popolatelo con tool online free come “Twitterfeed” e fate parlare di voi, quanto più possibile…

Come sfruttare il potenziale di  Twitter per canalizzare traffico su di voi? Questo ve lo spiego la prossima volta!

31
Jan

Molte volte vi sarete domandati come i vari motori di ricerca possano, in un lasso di tempo relativamente breve, inserire ed aggiornare la moltitudine di siti e pagine che affollano il Web.

Ovviamente è un lavoro costante e continuativo che comporta l’utilizzo di risorse informatiche ed infrastrutturali spesso al di sopra di quanto possiamo immaginare, il Web è un ambiente in continua evoluzione ed i Social Network hanno dato un impulso notevole nel renderlo dinamico, con non poche complicazioni dal lato indicizzazione!

Ovviamente sarebbe umanamente impossibile ed impensabile allocare delle “risorse umane” per trascrivere a mano, ogni mese, TUTTE le pagine dei vari siti che compongono la websfera, questo lavoro viene quindi affidato a dei “ragni”.

Gli Spider (noti anche come Bot o Crawler) non sono ovviamente gli aracnidi che tutti conosciamo, ma sono dei programmi che “scavano” il web trascrivendo i contenuti trovati, in formato testuale, all’interno dei database dei vari motori di ricerca. Prima ho detto “ogni mese” perché ad esempio Google, il più importante motore di ricerca e portale al mondo (fonte Alexa: http://www.alexa.com/topsites) effettua con una cadenza quasi mensile la cosiddetta “Deep Search” nella quale ripercorre tutto il Web ricreando indici e pagerank. A seguito di questa grande scansione globale, per un periodo di 6-8 giorni, si verifica quella che tra gli addetti ai lavori è conosciuta come la “Google Dance” poiché in questi giorni i risultati delle Serp (ricerche organiche) cambiano continuamente, in base allo stato di avanzamento della creazione dei nuovi indici.

 serp

Google (e con lui anche gli altri principali motori di ricerca) effettuano anche una “Fresh Search” fatta quasi quotidianamente, nella quale aggiornano i contenuti già presenti nei loro indici.

Gli Spider accedendo al nostro sito, per prima cosa vanno a cercare il file Robots.txt che si trova (o dove dovrebbe trovarsi!) nella directory root , per controllare se esistono delle sezioni del nostro sito che NON vogliamo che vengano indicizzate.

Una volta istruiti i “ragni” intraprendono il loro infaticabile lavoro aggiornando i loro database e segnalando eventuali nuovi hyperlink al grande calderone delle pagine da visitare.

I file robots rappresentato un importante strumento da parte di un Webmaster per posizionarsi correttamente nelle Serp, facendo svolgere una ricerca selettiva e “proficua” ai motori di ricerca.

Di seguito gli spider più importanti:

 spiders

 

 

Di fatto i file Robots sono dei semplicissimi file di testo, se il vostro sito è stato creato con dei Cms come Joomla o WordPress verrà generato automaticamente per presevare le aree interdette agli Spider.

E’ un sito fai da te? Nessun problema, la compilazione è semplicissima, ecco un esempio:

User-agent: *  
Disallow: /personale/ 

In questo caso asterisco “ * ” sta per tutti gli Spiders, altrimenti potete inserire i nomi della tabella che ho segnalato precedentemente (es. googlebot) per limitare l’accesso a determinate aree solo ad alcuni Crawler.

Ricordatevi, il primo presupposto per apparire nelle Serp di un motore di ricerca è che lui vi trovi e che possa indicizzare i vostri contenuti più importanti…

La seconda è che il vostro sito sia linkato dal maggior numero di siti possibili…linkate gente…linkate….  

24
Jan

Spesso mi trovo a confrontarmi con lo stupore della gente d’innanzi alla “meraviglia” di Google, che sembra per magia estrarre dal cilindro magico gli agognati risultati di ricerca. Come diceva un vecchio proverbio “nemmeno il cane muove la coda per nulla” e di conseguenza anche un colosso come Google (prendo lui come esempio, ma anche i suoi “colleghi” seguono le stesse logiche) non è di certo una Onlus!

Lo scopo primario di un sito Web è quello di portare delle persone a vederlo, quello successivo potrebbe essere di vendergli qualcosa o più semplicemente fare in modo che venga visualizzato un numero consistente di volte.

E’ ormai dimostrato che il 70% del traffico (inteso come visite) verso un sito Web è generato dai motori di ricerca, che sono quindi i principali “referral” a cui porre la nostra attenzione nel momento in cui vogliamo cimentarci nel pubblicare un sito.

Probabilmente anche nella vostra esperienza avrete notato che, un sito che non vi appare tra i primi dieci, difficilmente verrà da voi preso in considerazione…

google-caffeine

Con quale criterio un sito appare in quelle pregiatissime posizioni?

Per prima cosa, una volta effettuata una ricerca, dobbiamo distinguere due diverse tipologie di risultati: 1) ricerche organiche 2) ricerche sponsorizzate.

Quelle sponsorizzate è fin troppo facile capire come funzionano (fortunatamente, almeno quelle, sono evidenziate in modo diverso e sono ben distinguibili!) la “magia” riguarda le cosiddette ricerche organiche.

Semplificando, possiamo dire che i vari motori di ricerca assegnano un punteggio ad ognuno dei siti che sono registrati nel loro database (il come ed il perchè ci sono finiti dentro ve lo spiegherò in un altro articoletto :D )  e posizionano più in alto i siti che, secondo i parametri del motore, rappresentano i risultati più attinenti con la ricerca da voi richiesta. Ma come fa un sito ad ottenere un “punteggio alto”?

Anche in questo caso esistono due vie: l’ottimizzazione SEO o l’acquisto di “keywords” (parole chiave) attinenti al sito in questione, in modo da essere più facilmente associati dai motori alle nostre ricerche.

Il funzionamento delle keywords è molto semplice, rappresentano, agli occhi dei motori di ricerca, una carta d’identità dei contenuti che abbiamo pubblicato.

Ovviamente usare delle keywords troppo generiche, soprattutto per un sito che non genera moltissimo traffico, può significare perdersi nel “mare magnum” delle milioni di pagine indicizzate con le stesse parole chiave….a volte delle keywords centrate (oppure messe in modo “furbo”) possono dare dei risultati sorprendenti!

Lo strumento per eccellenza per l’acquisto e la gestione delle keywords è “Google Adwords”, con il quale è possibile associare, in base al proprio budget, delle parole chiave a nostra scelta con il nostro sito, senza che necessariamente siano in questo contenute.

Google visualizzera quindi, negli spazi “sponsored” il nostro sito, perchè considerato rilevante in relazione alla ricerca fatta dall’utente. Questa soluzione offre una grandissima visibilità ed un relativamente basso “costo per click” a patto di partire con un consistente budget iniziale.

Il vantaggio principale di questa “campagna keywords” è quello di poter associare, in periodi limitati, delle parole chiave ad eventi importanti o ad eventuale supporto di una campagna pubblicitaria fatta su altri mezzi (stampa, radio, tv…)

Associare, per esempio, delle parole chiave inerenti ai prossimi mondiali, tra Maggio e Giugno, porterà sicuramente molti utenti a visualizzare e cliccare il nostro sito! Attenzione però al rovescio della medaglia, veicolare utenti tramite le keywords sul nostro sito, senza avere poi dei contenuti attinenti, significa perderli per sempre…

Uno dei criteri principali che spingono un sito ai vertici delle ricerche è il volume di traffico che attrae, creando poi un circolo virtuoso (o vizioso?) che viene alimentato dalle nuove ricerche.

E se noi non abbiamo a disposizione fondi per comprare Keywords? Non ci resta che la strada del SEO, di cui cercherò di fornirvi, nei prossimi articoli, alcuni semplici trucchi per non “affogare” nel mondo delle ricerche sul Web.

25
Jul

Google Chrome è il gioiellino di Google tra i browser, veloce e molto gradevole alla vista, seppur così giovane promette bene. Il secondo dei miei browser preferiti dopo il multi-multi-multi uso Firefox.

Beh non sto qui ad elencare i tanti pregi e neppure i pur presenti difetti (molti dovuti alla giovane età), ma volevo solo segnalare la versione portabile.

Ormai pen drive e hard disk portatili sempre più capienti, ci permettono di portarci dietro un mare di software che non ha nemmeno bisogno di installazione, pronto e funzionante sulle macchine più diverse.

Possiamo quindi aggiungere ai browser portabili anche Chrome: scaricatelo pure da Softpedia.

Google Chrome Portabile

15
Jul

Ormai sempre più persone utilizzano servizi come le ricerche di indirizzi, attività commerciali, itinerari e percorsi turistici . In generale Google Maps è un servizio internet che consente la visualizzazione e la ricerca di mappe geografiche di ogni area della Terra. Le mappe (o più precisamente layer) che possono essere visualizzate sono principalmente di natura urbana (mappa vettoriale) e satellitare (immagini raster). La ricerca di particolari luoghi, ristoranti, monumenti, negozi, percorsi stradali è possibile attraverso la “geocodifica” degli indirizzi di tutti gli oggetti presenti nei database di Google: ad ogni attività commerciale che è presente nei Google server è collegato un indirizzo che a sua volta viene geocodificato e relazionato ad una coppia di punti che non sono altro che le coordinate geografiche. Questo processo, non certo poco complesso, permette a migliaia (se non milioni) di utenti di ricercare informazioni geografiche ogni giorno.
Google Maps non è soltanto un servizio web, ma bensì è un Web GIS cioè, utilizzando una definizione alquanto approssimativa, un’interfaccia web in grado di relazionare aspetti geografici con aspetti informativi. Naturalmente i Web GIS realizzati con piattaforme dedicate come ArcGIS Server della ESRI o i software della Intergraph, hanno un livello professionale non paragonabile con quello di Google Maps, ma hanno dei costi poco accessibili.
Quello che non tutti sanno è che Google Maps è un servizio dinamico ed aperto (gratuitamente) a tutti. Andando ad agire direttamente sulla cosiddetta API è possibile infatti sviluppare delle discrete applicazioni WebGIS senza avere nozioni di topografia, georeferenziazione e cartografia ed in modo completamente gratuito.

Il primo passo per iniziare a sviluppare WebGIS utilizzando l’API di Google Map è quello di ottenere un API Key richiedendola direttamente a Google , accettando i termini e le condizioni e inserendo l’url del sito in cui vogliamo utilizzare le mappe di google. Verrà generato un codice di circa 86 caratteri alfanumerici che dovrà essere inserito nel head delle pagine in cui si vuole visualizzare la mappa.
Ma andiamo con ordine.

  • Inseriamo all’interno della nostro pagina html, tra il tag head, l’API key ottenuta che ci permette di “caricare” le funzioni dell’API. Basta inserire questo script:

  • Creiamo all’interno del tag body il div che conterrà la mappa. Naturalmente è possibile associarlo ad un foglio di stile. Per comodità si può fare:

  • Adesso inseriamo, sempre nel body dopo il div creato prima, il codice in cui visualizzeremo un’icona personalizzata (basta avere un url di un’immagine che ci piace) in un punto preciso della nostra mappa (di cui sappiamo le coordinate in latitune e longitudine) ed associare al click un messaggio con la scritta “Ciao a tutti gli amici di Web 3.0 Notes”:

Ecco l’ esempio della mappa inserita.

Google Maps Api

Da notare come CreateMarker può accettare qualsiasi tag HTML, quindi è possibile inserire all’interno della nuvoletta immagini, testi e anche video.

L’ API utilizza delle funzioni Javascript ed è perfettamente integrabile con database Access o MySQL.
Questo è il primo passo per poter sviluppare alcune applicazioni appoggiandoci sul servizio di Google Map.

26
May

Google Local Business è l’ integrazione di Google Maps per la ricerca di attività commerciali locali.

Chiunque può segnalare la propria azienda o società per aumentare la propria visibilità.

Avevo anch’ io in mente una guida su come inserire un’ attività su Google Maps, anche perchè nonostante sia abbastanza semplice e fattibile da chiunque, spesso risulta sconosciuto il modo di procedere.

Ad ogni modo ci ha già pensato posizionamentoo.com, che mette a disposizione una guida testuale e video, completamente in italiano che segue tutti i passi necessari all’ inserimento di un’ attività su Google Maps. Ovviamente gratuita!

Guida inserimento attività su Google Maps

Ringrazio posizionamentoo.com per la guida e per la segnalazione!

7
May

Nel novembre dello scorso anno Google ha pubblicato una guida per l’ ottimizzazione per i motori di ricerca. Seguendo questa guida, liberamente scaricabile, vediamo quali sono gli errori più gravi e le cose da evitare:

Prima di tutto, ovviamente, il titolo: ecco cosa bisogna assolutamente evitare:

  • un titolo che non abbia pertinenza con i contenuti della pagina
  • utilizzare titoli generici tipo “Pagina 1″
  • utilizzare lo stesso titolo su tutte le pagine o su molte pagine
  • usare titoli troppo lunghi
  • inserire keywords inappropriate

Passiamo poi al famoso tag “description“: anche qui ci sono un pò di cose da evitare! E in particolare evitiamo di:

  • scrivere una descrizione non pertinente al contenuto
  • usare una descrizione generica (questa è una foto oppure questa è una pagina web)
  • inserire nella descrizione soltanto keywords
  • copiare ed incollare il contenuto del documento nel meta tag description
  • utilizzare la stessa descrizione per tutte o la maggior parte delle pagine

La struttura degli URL. Mi è capitato di sentir dire da qualcuno che la struttura degli url non avrebbe poi tutta questa importanza. E’ Google stesso a smentire…l’ url è uno dei parametri fondamentali, utile sia agli utenti che ai motori per anticipare, a partire dal link, il contenuto di una pagina. Spesso i link ad una pagina hanno come anchor text proprio il link, il link compare nei risultati della ricerca. Già questo potrebbe bastare per capire la rilevanza di un link che contiene le parole chiave e che sintetizzi il contenuto. Cosa evitare:

  • usare URL troppo lunghi con parametri non strettamente necessari o con ID di sessione
  • scegliere nomi generici come pagina1.html
  • ripetere le keywords
  • sottodirectory non necessarie come dir1/dir2/dir3/dir4/pagina1.html
  • utilizzare dei nomi per sottodirectory che non hanno nessuna relazione con il contenuto
  • indirizzi diversi puntino allo stesso contenuto
  • utilizzare le maiuscole negli indirizzi

Possiamo quindi passare alla struttura del sito, in questo campo è bene evitare:

 

  • creare una struttura complessa di navigazione; ad esempio tante pagine linkate da ogni altra pagina
  • suddividere in maniera troppo dettagliata il contenuto (evitare che servano 20 click per arrivare al contenuto desiderato)
  • una navigazione basata esclusivamente su menu drop-down, immagini o animazioni varie (gli url vengono infatti trovati ma meglio se sono testuali)
  • sitemap html non aggiornata con link non più esistenti
  • sitemap html che elenca le pagine senza organizzarle
  • che la pagina 404 sia indicizzata dai motori di ricerca
  • fornire un vago messaggio di errore 404 – Pagina non trovata

Il contenuto.Evitare:

  • errori di grammatica ed ortografia
  • pubblicare come immagini del testo (gli utenti non potranno fare copia e incolla e i motori non lo leggeranno mai)
  • di dilungarsi e di essere dispersivi
  • di copiare il contenuto da altri siti
  • pubblicare versioni diverse dello stesso contenuto
  • di inserire numerosissime keywords
  • di nascondere testo visibile ai motori

Gli anchor text. Evitiamo di

  • scrivere generici anchor text, ad esempio “pagina” o “articolo”
  • utilizzare testo non in relazione con il contenuto della pagina
  • utilizzare il link come anchor text (nella maggior parte dei casi ovvero quando non si vuole pubblicizzare un nuovo dominio)
  • anchor text molto lunghi
  • fare uso intensivo delle keywords negli anchor text solo

Qualcosa anche con i CSS, evitiamo quindi di:

  • utilizzarli per rendere i link uguali al testo regolare

Abbiamo già visto quanto possano essere importanti i giusti tag html, in particolar modo gli heading tags. Gli errori più comuni ma assolutamente da evitare sono:

  • racchiudere tra gli heading tag testo non rilevante
  • utilizzare gli heading tag dove potrebbe essere meglio usare tag come em o strong
  • cambiare la dimensione del tag (esempio da h3 ad h1)  senza motivo

ma anche:

  • uso eccessivo di heading tag
  • inserire tutto il testo di una pagina tra heading tag
  • usare gli heading tag solo per dare uno stile al testo

Ormai sappiamo quanto siano importanti le immagini e quanto possano contribuire ad una buona indicizzazione. Tutte le immagini devono avere un nome distinto dalle altre e un proprio tag alt. Anche qui  ci sono un bel pò di cose che sarebbe meglio evitare accuratamente come:

  • utilizzare nomi generici
  • utilizzare nomi troppo lunghi
  • inserire nel tag alt le keywords oppure intere frasi
  • sostituire con le immagini i link testuali utili alla navigazione

Altra cosa buona e utile: il file Robots.txt, il file che serve per indicare a google le cose da tenere in considerazione e quelle da non calcolare. E’ buona pratica non permettere a google di indicizzare:

  • i risultati delle ricerche
  • pagine autogenerate con contenuti molto simili
  • url creati come risultato di servizi proxy

Promuovere il sito. Un noto mezzo di promozione di un sito web è costituito dai social network e anche in questo campo google dà qualche consiglio; bisognerebbe quindi evitare di:

  • promuovere ogni news, bisognerebbe infatti dare risalto solo a quelle più interessanti
  • promuovere artificialmente il proprio contenuto su questi siti

Per quanto riguarda invece più strettamente i link in entrata, google ovviamente raccomanda di non:

  • spammare qua e là
  • acquistare link da altri siti per far salire il pagerank

Google ha così sfatato alcuni falsi miti che spesso portavano a grossolani errori da parte dei meno esperti con conseguente pessima indicizzazione.

28
Apr

Oggi ho deciso di fare un piccolo esperimento, ho pubblicato un nuovo articolo: Wallpapers Widescreen e cercato di monitorare la reazione di Google alla pubblicazione.

Web 3.0 Notes è iscritto, volente o nolente, ad alcuni aggregatori di feed. Dopo nemmeno un’ ora dalla pubblicazione l’ articolo è già stato indicizzato, o meglio è stato indicizzato il sommario pubblicato su uno di questi aggregatori: blognews.lorenzodesantis.net. Non ricordo di aver iscritto il blog, ma mi sono accorta dell’ iscrizione e ho lasciato le cose così. Però grazie a questo aggregatore il mio articolo, seppure indirettamente è finito in prima pagina, in nona posizione, con una key “wallpapers widescreen” che ha quasi 2 milioni di risultati.

wallpapers-widescreen

Altro aggregatore di feed a cui Web 3.0 risulta iscritto è ilbloggatore.com: dopo un’ ora ha ovviamente ricevuto la news ma non è stata ancora indicizzata da Google.

Altri aggregatori:

  • liquida.it: nonostante a distanza di qualche ora non sia ancora presente tra i risultati di google, risulta essere l’ aggregatore che porta più visite in assoluto, quasi il doppio rispetto a ilbloggatore.com, più dei visitatori che arrivano da yahoo

queste le prime venti sorgenti di traffico negli ultimi due mesi:

Sorgenti di traffico

Alla quarta pagina della ricerca si trova invece il link diretto all’ articolo

wall

Gli aggregatori di feed sono risultati un ottimo strumento per permettere un’ indicizzazione velocissima, quasi immediata.

Sono poi passata ai social network  o meglio social bookmarking, segnalo su:

oknotizie: è stato uno dei primi social bookmarking italiani, più per notizie di cronaca, politica ecc ma utilizzato molto anche per news informatiche, l’ inserimento è molto facilitato, è sufficiente inserire l’ url e una categoria. Può portare molte visite perchè ha molti visitatori. Lo uso da tanto tempo e in tutto questo tempo ho notato che porta un pò di visite appena pubblicata la notizia, ma poi difficile che nel tempo ci sia una certa costanza nel numero di visitatori che arrivano da oknotizie. E’ buono per lanciare una news, una vera e propria novità.

fai.informazione.it: l’ ho scoperto da poco e ho notato che tra i social network è quello meglio posizionato su google per una stessa notizia, infatti per la key “wallpapers widescreen” in seconda pagina si trova proprio un articolo pubblicato su fai.informazione, anche se non il mio, ne deduco che è utile per mantenere un buon posizionamento sulla lunga durata

upnews.it: anche questo lo uso da un pò e sinceramente non ho trovato dei buoni motivi per continuare ad utilizzarl; inserire una notizia su un social network porta via tempo e se la perdita di tempo non è ricompensata allora non ne vale la pena. Negli ultimi due mesi ho pubblicato su upnews soltanto 3 articoli che complessivamente hanno ricevuto 4 voti oltre ai miei. Sia da analytics che da histats non risulta nessuna visita proveniente da upnews, strano perchè chi ha votato avrebbe dovuto leggere prima…

diggita.it: tra i migliori secondo me, prima di tutto ha una buona suddivisione delle categorie, quindi è più settoriale, lo uso da molto tempo ed è quello che porta più visite alla lunga, quasi il doppio di oknotizie, con un rapporto pagine/visita di 1,42. Sicuramente un ottimo strumento per far conoscere il proprio sito.

ziczac.it: le impressioni iniziali erano state buone, si respirava una bell’ aria, poi l’ ho abbandonato per un pò; negli ultimi due mesi analytics mi da due visite provenienti da ziczac con quattro notizie pubblicate…un pò poco eh!! la conclusione è uguale a quella per upnews.it, non vedo il motivo di continuare ad utilizzarlo…purtroppo

technotizie.it: ha il vantaggio di rivolgertsi ad un pubblico “tech”, ma mi sembra che negli ultimi mesi abbia perso un pò; anche se devo dire che, sempre negli ultimi due mesi ho pubblicato solo tre notizie, di cui una oggi, e le visite arrivate da technotizie sono state 31; inoltre sempre per la stessa key è il primo social network ad essere indicizzato, dopo circa due ore sono in seconda pagina, quarta posizione su technotizie; mi sa tanto che da oggi in poi inizierò ad utilizzarlo più spesso.

surfpeople.net: non posso dire molto, visto che oggi è la prima volta che ne faccio uso, scoperto con la segnalazione di un lettore che ringrazio, vedremo nei prossimi giorni e con le prossime notizie come si comporta.

Aggiornamento: ore 18 del 28 aprile 2009

L’ articolo in questione è in prima pagina per la key wallpapers widescreen! chissà quanto ci resterà…

Prima pagina su Google

Ulteriore aggiornamento: 28 aprile, ore 23,50

Salgo ancora di due posizioni per la stessa key:

Google - Prima pagina

 

9
Mar

Facebook su GoogleSe provate a digitare il vostro nome su Google, laddove prima della registrazione su Facebook, non veniva fuori niente, ora è molto probabile che tra i primi risultati nella serp, Google vi proponga proprio il vostro profilo su Facebook. Può darsi che l’ abbiate impostato privato, e che quindi siano visibili solo la foto e l’ elenco degli amici.

Per evitare che ciò accada, bisogna seguire qualche semplice passo:

  • Dovete loggarvi su Facebook
  • Andate su Impostazioni -> Impostazioni della privacy
  • Andate su Ricerca
  • Nella sezione Elenco di ricerca pubblico, deselezionate la voce che dice: Inseriscimi nell’elenco di ricerca pubblico e rendimi disponibile per l’indicizzazione nei motori di ricerca
  • Salvate

Se il vostro profilo è stato già indicizzato da Google e compagni occorrerà un pò di tempo (in un mese dovreste farcela) affinchè venga rimosso.