29
Jan

Oggi che WordPress si è così evoluto possiamo facilmente trasferirlo da un host all’ altro con le funzioni Importa/Esporta.

Importa ed Esporta sono due utilissimi strumenti che ci permettono di trasferire tutti i dati (commenti, post e autori) della nostra installazione. Sappiamo bene che un’ installazione di WordPress dura solo 5 minuti, quindi anzichè trasferire tutti i file (installazione, temi, plugin, updates) manualmente, trasferire il database (accedendo a phpmyadmin e facendo il giusto backup) e quindi ricompilare il file wp-config.php con i nuovi parametri, a volte conviene fare una nuova installazione, installare i plugin che ormai una volta trovati si autoinstallano e importare i dati che avete precedentemente esportato.

Ecco come fare esattamente:

  1. Accedendo al pannello di controllo del vosto vecchio blog, in Strumenti trovate Esporta, l’ unica opzione disponibile è di esportare i post di uno specifico autore oppure di tutti. Sempre meglio scegliere Tutti gli autori; potete decidere in un secondo momento se eliminare alcuni post o alcuni autori. Clicchiamo su Scarica file di esportazione ed è fatta. Abbiamo salvato tutti i dati!
  2. Nel caso in cui state cambiando hosting e trasferendo il dominio, è bene che salviate tutti i file nella cartella upload. Il vostro dominio sul nuovo hosting sarà disponibile solo quando non sarà più attivo il vecchio. Il file che avete scaricato con l’ esportazione contiene post, autori e commenti e ovviamente i link a tutti gli upload (se il dominio resta lo stesso saranno gli stessi anche i link).
  3. Una volta installato WordPress sul nuovo provider non vi resta altro che selezionare Importa dal menù Strumenti, scegliere il file che avete salvato e importare il tutto.
  4. Se avete trasferito anche il dominio non dovrete fare altro che caricare la cartella upload sul nuovo server!

Se invece dovete trasferire un’ installazione abbastanza complessa, con tanti plugin e tante impostazioni da settare allora forse è meglio metterci più tempo e trasferire separatamente file e database come descritto qui.

29
Jan

Molto spesso ci accingiamo a cercare affannosamente sul web degli elementi che possano servire per i nostri lavori e ahimè senza buoni risultati. Perchè quindi non imparare a realizzare qualcosa con le nostre “mani” e la nostra fantasia?
In questo tutorial vi insegnerò come realizzare una corda realistica con Photoshop senza dover usare alcun plugin o pennello esterno …
Create un nuovo documento 500×500 pixel con sfondo bianco (se doveste dimenticare di aprirlo con sfondo bianco potete sempre colorare lo sfondo successivamente).
Rendete livello il documento appena creato (Livello > Nuovo > Livello da sfondo)
Impostate il colore di primo piano su nero premendo D sulla tastiera e andate su filtri.
Scegliete Schizzo > Pattern mezzetine con dimensione 3 e contrasto 47 (le opzioni possono variare in base alla grandezza del documento).
Scegliete adesso l’opzione trasformazione libera (ctrl+t da tastiera oppure modifica > trasformazione libera da menu).
Ruotate l’immagine in senso antiorario per 1/4 del documento in modo da ottenere questo risultato:

Scegliete quindi lo strumento Selezione rettangolare e selezionate una porzione nè troppo grande nè troppo piccola dell’immagine in senso orizzontale, possibilmente nella parte in cui prende da un’estremità all’altra del documento (per tutta la larghezza del documento per intenderci, senza selezionare la parte vuota).
Fate quindi ctrl+c e ctrl+v per copiare ed incollare su un nuovo livello questa porzione di immagine selezionata.
Oscurate quindi l’intera immagine che avete ruotato in precedenza (cliccando sull’occhio del suo livello) e, tenendo selezionato il nuovo livello appena creato, fate Modifica > trasforma > ruota a 90° … orario o antiorario in questo caso non ha importanza.
Posizionate per bene la vostra “quasi” corda e scegliete da filtro > distorsione > distorsione curvilinea.
Nella finestra che vi compare, segnate i punti più o meno come ho fatto io nell’esempio:

e date l’ok … ovviamente la distorsione è soggettiva, voi potreste volerla piegare dall’altro lato ad esempio.
Come potete notare, la corda è troppo scura. Usiamo dunque l’opzione livelli che si trova nel menu immagine > regolazioni per schiarirla un pò.
Nella finestra che compare, spostate la casella 0 dei livelli in output fino ad arrivare ad 80 (lasciando invariati gli altri valori).
Dovremmo ottenere questo risultato:

Ora, per cominciare a rendere la corda più realistica, diamo l’effetto granuloso scegliendo il filtro disturbo > aggiungi disturbo con quantità pari a 8.
Vediamo che la corda comincia a prendere consistenza ma non del tutto.
Applichiamo ora lo smusso ed effetto rilievo da livello > stile livello (o facendo doppio clic sul livello nella palette livelli).
Ora, abbiamo due alternative:
La prima ha queste impostazioni (e rende la corda simil plastica … tipo quella che si usa per il bucato):

La seconda ipotesi:

Ipotizzando di scegliere la seconda, dobbiamo dare il tocco finale alla nostra corda ossia il colore!
Andate quindi nella palette dei livelli e scegliete il pulsante per creare un nuovo livello di riempimento o regolazione (rappresentato da un pallino bianco/nero) e scegliete l’opzione tonalità/saturazione.
Nella palette regolazioni, che compare in alto a quella dei livelli, scegliete il colore che più vi piace (senza esagerare) ed ecco la vostra corda!
Potete ovviamente aggiungervi degli elementi come ad esempio questo nodo che ho realizzato semplicemente copiando dei pezzi di corda già esistenti e adattandoli alla corda stessa per rendere il nodo il più reale possibile (anche se al momento fatto con un pò di fretta):

28
Jan

Possono sempre essere utili, una collezione da tenere nel nostro database di immagini: sono 300 le bandiere del mondo in formato jpg che trovate in questa raccolta.Tutte ad altissima risoluzione: 5000×3000 px!

Bandiere del mondo

Download da Rapidshare (95Mb) : Bandiere del mondo in jpg

Download da Megaupload (95Mb) : Bandiere del mondo in jpg

Download da MediaFire (95Mb) : Bandiere del mondo in jpg

28
Jan

Un simpatico effetto potrebbe essere quello di inserire intorno alle nostre foto o blend o banner o qualsiasi altra immagine si voglia creare, un bordo tratteggiato. Per ovvi motivi non possiamo metterci a disegnare trattino per trattino e ci viene quindi in soccorso questo tutorial.
Create un nuovo documento 8×8 px con risoluzione 72 e contenuto sfondo trasparente.
Ingrandite il docuemnto più che potete (perchè come potete notare è impossibile lavorarci a grandezza naturale).
Scegliete la matita, impostate come diametro 4 e disegnate due quadratini in obliquo come in questo esempio:

A questo punto dobbiamo salvarlo come pattern quindi: modifica > definisci pattern … date un nome al vostro pattern e salvate.
Aprite quindi, questa immagine in Photoshop:

Come sempre rendetela livello (livello > nuovo > livello dallo sfondo).
Tenendo premuto il tasto ctrl, cliccate sulla miniatura dell’immagine ossia sul livello 0 per selezionare l’intera immagine.
Fatto questo, andate su Selezione > trasforma selezione (Presente nella versione cS4 … Per quelle precedenti andare su modifica > contrai) e riducete di un pixel o due al massimo la selezione corrente trascinando le manigliette.
Trucco: per ridurre la selezione tutta insieme, tenete premuta la combinazione di tasti shift+alt mentre trascinate uno degli angoli laterali.
Dopo aver dato l’invio per apportare la modifica della riduzione della selezione, fate selezione > inversa per ottenere la selezione da riempire.
Create un nuovo livello: Livello > nuovo > livello … ci servirà per riempire la selezione e può essere utile in caso di errore (il livello può essere cancellato senza dover apportare alcuna modifica alla foto).
Scegliete dunque lo strumento secchiello e nella sua palette delle opzioni scegliete pattern invece che primo piano dal menu a tendina. Come potete notare, a fianco al menù a tendina, il selettore pattern è diventato attivo. Cliccate dunque sulla freccetta laterale posta nel selettore, e scegliete il pattern che avete appena salvato.

Tornate al documento e, con il nuovo livello selezionato, riempite la selezione.
Deselezionate (ctrl+d) ed ecco il risultato:

Ovviamente, se invece del tratteggio voleste realizzare un puntinato, vi basterà creare il pattern con dei quadrati meno regolari o con dei punti veri e propri … o magari realizzare dei bordi con altre forme.

28
Jan

Pronti per Firefox 4??? Si eh…ma purtroppo non è ancora pronto Firefox! Per ora dobbiamo accontentarci del tema Firefox 4, una bella anteprima di come sarà il prossimo Firefox.

Firefox4: Tema per Firefox

Carino, semplice e funzionale! Scaricatelo pure dal sito ufficiale.

27
Jan

La scelta dei colori è il punto di partenza per un buon web design. Scegliere i colori giusti e fare i giusti accostamenti diventa spesso la chiave del successo di un nuovo sito web.

Proprio per questo la scelta è importante e difficile allo stesso tempo. Ci sono tanti tool ormai che ci danno una mano, suggerimenti e idee. Ecco i gli ultimi arrivati, tutti da utilizzare on line e gratuiti, con schemi già creati e la possibilità di salvare le proprie palette:

ColoRotate

Kuler

Copaso

colormunki

24
Jan

Wordpress e il tempoIn un blog lo scorrere del tempo è importante, se non fondamentale. Un blog con l’ ultimo post ormai datato è un blog che non viene più aggiornato, inutile iscriversi ai feed. Un articolo vecchio, soprattutto se è tecnico è da prendere con “le pinze”, comunque da verificare.

Capirete quindi quanto possa essere importante gestire e visualizzare le date e il tempo in modo corretto.

Le funzioni di cui WordPress si serve per visualizzare date e tempo sono:

  1. the_date()
  2. the_time()

La funzione the_date() è la funzione che visualizza la data di pubblicazione di un post ed accetta 4 parametri di configurazione:

$format è il parametro per assegnare un formato alla data. Una tipica stringa per la visualizzazione di una data in Italia potrebbe essere:

Ogni carattere rappresenta un elemento della data. Nel nostro esempio j sta per giorno, F è il mese e Y è l’ anno.

Per un elenco completo di tutti i formati di giorno, mese, anno e ora vi rimando alla documentazione ufficiale.

$before è il testo da inserire prima della data. Se, ad esempio, vogliamo inserire “Pubblicato il” prima di ogni data, possiamo scrivere:

$after è molto simile a $before, visualizza il testo dopo la data.

$echo è un parametro booleano, serve per verificare se la data è stata stampata oppure no, e in tal caso per eseguire un’ azione alternativa.

Peccato però che se usiamo questa funzione su una pagina che contiene più post pubblicati nello stesso giorno, visualizzeremo la data solo per il primo post. Per ripetere la visualizzazione della data per tutti i post dobbiamo infatti usare the_time().

La funzione the_time() è una funzione più semplice, ha infatti un unico parametro che consente di gestire il formato della data e dell’ ora. Il parametro utilizza gli stessi caratteri già visti con the_date().

Non avendo a disposizione altri parametri se vogliamo visualizzare del testo, ad esempio, siamo costretti ad inserirlo esternamente alla funzione:

Pubblicato il

Se volete dare informazioni sull’ ultima modifica apportata e tenere in questo modo sempre aggiornati i vostri lettori, WordPress ha altre due funzioni che recuperano data e ora dell’ ultima volta che avete messo mano al vostro post:

  1. the_modified_time ($d);
  2. the_modified_data ($d);

Anche queste funzioni hanno come unico parametro configurabile quello che controlla il formato e possono essere utilizzate indifferentemente. Se ad esempio volete visualizzare la data dell’ ultima modifica di un post, solo nel caso un post sia stato modificato, potete utilizzare una condizione del genere:

if (get_the_modified_time() != get_the_time()) the_modified_time();

Infine possiamo utilizzare le funzioni di WordPress per tenere aggiornato il tempo del nostro copyright. In genere il copyright si riferisce all’ anno corrente oppure ad un intervallo di anni. Per tenere aggiornato il copyright all’ anno corrente possiamo utilizzare la funzione the_time() in questo modo:

 Web 3.0 Notes Copyright 2006 -

24
Jan

Spesso mi trovo a confrontarmi con lo stupore della gente d’innanzi alla “meraviglia” di Google, che sembra per magia estrarre dal cilindro magico gli agognati risultati di ricerca. Come diceva un vecchio proverbio “nemmeno il cane muove la coda per nulla” e di conseguenza anche un colosso come Google (prendo lui come esempio, ma anche i suoi “colleghi” seguono le stesse logiche) non è di certo una Onlus!

Lo scopo primario di un sito Web è quello di portare delle persone a vederlo, quello successivo potrebbe essere di vendergli qualcosa o più semplicemente fare in modo che venga visualizzato un numero consistente di volte.

E’ ormai dimostrato che il 70% del traffico (inteso come visite) verso un sito Web è generato dai motori di ricerca, che sono quindi i principali “referral” a cui porre la nostra attenzione nel momento in cui vogliamo cimentarci nel pubblicare un sito.

Probabilmente anche nella vostra esperienza avrete notato che, un sito che non vi appare tra i primi dieci, difficilmente verrà da voi preso in considerazione…

google-caffeine

Con quale criterio un sito appare in quelle pregiatissime posizioni?

Per prima cosa, una volta effettuata una ricerca, dobbiamo distinguere due diverse tipologie di risultati: 1) ricerche organiche 2) ricerche sponsorizzate.

Quelle sponsorizzate è fin troppo facile capire come funzionano (fortunatamente, almeno quelle, sono evidenziate in modo diverso e sono ben distinguibili!) la “magia” riguarda le cosiddette ricerche organiche.

Semplificando, possiamo dire che i vari motori di ricerca assegnano un punteggio ad ognuno dei siti che sono registrati nel loro database (il come ed il perchè ci sono finiti dentro ve lo spiegherò in un altro articoletto :D )  e posizionano più in alto i siti che, secondo i parametri del motore, rappresentano i risultati più attinenti con la ricerca da voi richiesta. Ma come fa un sito ad ottenere un “punteggio alto”?

Anche in questo caso esistono due vie: l’ottimizzazione SEO o l’acquisto di “keywords” (parole chiave) attinenti al sito in questione, in modo da essere più facilmente associati dai motori alle nostre ricerche.

Il funzionamento delle keywords è molto semplice, rappresentano, agli occhi dei motori di ricerca, una carta d’identità dei contenuti che abbiamo pubblicato.

Ovviamente usare delle keywords troppo generiche, soprattutto per un sito che non genera moltissimo traffico, può significare perdersi nel “mare magnum” delle milioni di pagine indicizzate con le stesse parole chiave….a volte delle keywords centrate (oppure messe in modo “furbo”) possono dare dei risultati sorprendenti!

Lo strumento per eccellenza per l’acquisto e la gestione delle keywords è “Google Adwords”, con il quale è possibile associare, in base al proprio budget, delle parole chiave a nostra scelta con il nostro sito, senza che necessariamente siano in questo contenute.

Google visualizzera quindi, negli spazi “sponsored” il nostro sito, perchè considerato rilevante in relazione alla ricerca fatta dall’utente. Questa soluzione offre una grandissima visibilità ed un relativamente basso “costo per click” a patto di partire con un consistente budget iniziale.

Il vantaggio principale di questa “campagna keywords” è quello di poter associare, in periodi limitati, delle parole chiave ad eventi importanti o ad eventuale supporto di una campagna pubblicitaria fatta su altri mezzi (stampa, radio, tv…)

Associare, per esempio, delle parole chiave inerenti ai prossimi mondiali, tra Maggio e Giugno, porterà sicuramente molti utenti a visualizzare e cliccare il nostro sito! Attenzione però al rovescio della medaglia, veicolare utenti tramite le keywords sul nostro sito, senza avere poi dei contenuti attinenti, significa perderli per sempre…

Uno dei criteri principali che spingono un sito ai vertici delle ricerche è il volume di traffico che attrae, creando poi un circolo virtuoso (o vizioso?) che viene alimentato dalle nuove ricerche.

E se noi non abbiamo a disposizione fondi per comprare Keywords? Non ci resta che la strada del SEO, di cui cercherò di fornirvi, nei prossimi articoli, alcuni semplici trucchi per non “affogare” nel mondo delle ricerche sul Web.

24
Jan

I popup, ormai in disuso rismetto a qualche tempo fa, restano pur sempre molto utili quando si vuole trasmettere un messaggio quasi con “prepotenza”; soprattutto molto efficaci nel caso in cui volete promuovere un prodotto oppure una sottoscrizione.

WordPress Popup Scheduler è un valido supporto per chi usa WordPress come piattaforma. Il plugin è compatibile con l’ ultimissima versione di WordPress, la 2.9.1 e offre una serie di funzionalità per programmare la visualizzazione dei popup.

Possiamo scegliere quando mostrare il popup:

  • appena il visitatore arriva sul sito
  • a partire da una determinata data e per un certo numero di volte
  • quando il visitatore torna per la seconda, terza… volta
  • oppure sempre

Possiamo scegliere quanti secondi aspettare prima della visualizzazione, se mostrarlo solo sulla home o su un’ altra specifica pagina, dove mostrarlo (al centro, in basso, destra, sinistra) e ovviamente cosa mostrare e come (popup semplice, fade out, lightbox, ecc).

Uno dei migliori plugin per WordPress!

23
Jan

NexusFont è un software gratuito per gestire i font su Windows. Quando si hanno tanti font la scelta tramite i classici editor o software di grafica può risultare difficile. NexusFont ci aiuta a chiarirci le idee permettendo un confronto diretto tra tutti i font installati.

Ha inoltre una serie di altrettanto utili funzioni per la gestione dei font:

  • Visualizza font installati e non installati
  • Installa e disinstalla i font
  • Trova i font duplicati
  • Stampa l’ elenco dei font con gli esempi
  • Salva l’ elenco dei font con gli esempi in un’ immagine
  • Supporta l’ antialiasing
  • Rinomina i file dei font
  • Copia, sposta ed elimina i fonts
  • Organizza i fonts tramite gruppi

Semplice e veloce!

NexusFont